Dizionario Tecnico
 dell'Automobilismo

La grande raccolta di termini riguardanti automobili e motori

DUE TEMPI

Possono essere sia a ciclo Otto (largamente impiegati in campo motociclistico, fuoribordistico, per gli aeromobili "ultraleggeri", ecc.) che a ciclo diesel. Nei motori di questo tipo tutte le fasi del ciclo di funzionamento si svolgono in un solo giro dell'albero a gomito (e quindi in due corse del pistone). Nei due tempi a ciclo Otto l'aspirazione ha luogo nel basamento, con la camera di manovella, la parte inferiore del cilindro, e il pistone che fungono da autentica pompa alternativa. La luce di aspirazione puo' essere controllata (ovverosia venire aperta o richiusa) dal mantello del pistone durante il movimento di quest'ultimo; nella maggior parte dei casi pero' nel condotto di aspirazione viene installata una valvola a lamelle che regola opportunamente il flusso gassoso. Dopo essere stata aspirata net basamento allorche' il pistone sale verso il PMS (creando sotto di essa una depressione e comprimendo sopra di se' la carica), la miscela aria-benzina viene precompressa quando il pistone scende verso il PMI (e sopra di lui si svolge la fase di espansione). Mentre il pistone si sta avvicinando al PMI, a un certo punto scopre la luce di scarico e i gas combusti cominciano a uscire dal cilindro grazie alla loro stessa pressione.

Poco dopo il pistone, che continua a scendere, scopre anche alcune luci di travaso che sono in comunicazione mediante i relativi condotti con la camera di manovella; attraverso di esse la miscela aria-benzina passa dal carter pompa al cilindro completando l'espulsione dei gas combusti (fase di lavaggio). Il pistone dopo avere raggiunto il PMI inverte il suo movimento nella canna del cilindro e inizia a risalire chiudendo le luci di travaso e, subito dopo, quella di scarico; il ciclo cosi ricomincia.

I motori a due tempi a ciclo Otto sono molto piu' semplici, compatti e leggeri di quelli a quattro tempi e inoltre sono in grado di erogare potenze specifiche assai piu' elevate (ben oltre 200 CV/litro nelle moto di serie e pia di 300 CV/litro in quelle da competizione!). Essi hanno pero' un rendimento notevolmente peggiore, con consumi specifici assai piu' elevati e, sempre in confronto ai quattro tempi, le loro emissioni di idrocarburi e di ossido di carbonio sono di gran lunga piu' elevate. Dal punto di vista costruttivo c'e' da osservare che nei due tempi i cuscinetti di banco e di biella, che non possono essere lubrificati con circolazione di olio in pressione, devono sempre essere a rotolamento. Per la lubrificazione si miscela con la benzina una piccola quantita' d'olio oppure si ricorre a una pompa separata a portata variabile che emette olio nel condotto di aspirazione (o lo invia ai cuscinetti di banco). Per alcune loro interessanti caratteristiche i motori a due tempi con iniezione diretta (che consente di ridurre grandemente sia i consumi che le emissioni di scarico) sono da tempo stati presi in considerazione per una eventuale produzione di serie da svariati costruttori automobilistici.

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